MATERIALE VARIO

La comunità parrocchiale

– riflessioni del Parroco –
estratto dal questionario per la Visita Pastorale del Vescovo S. E. Mons. Giuseppe Piemontese,
del 14 e 17 novembre 2019

Il Territorio della Parrocchia intesa nel concetto geografico, confina con la Parrocchia di Narni, Testaccio, Vigne e Montoro (come da piantina-foto allegata).
I confini geografici sono superati dalla mobilità di molti che frequentano la vita della Parrocchia, pur abitando in territori legati ad altre Parrocchie, confinanti e non.
La Parrocchia di Taizzano (frazione del Comune di Narni) è composta da 4 frazioni più una Comunità a sé, e da parecchie unità abitative isolate tra le colline.

TAIZZANO. La principale di esse ha la chiesa parrocchiale (riferimento per tutta la Parrocchia) arroccata nella sommità del paese antico in quello che anticamente era il vecchio Castello di Taizzano, piccolo borgo entro le mura del quale abitano (ad oggi) 36 persone.
Per il suo difficile accesso, la chiesa e i locali parrocchiali, sono preclusi ad anziani e persone con difficoltà motorie; questo penalizza molto e condiziona la vita della Comunità stessa. Praticamente le Celebrazioni in chiesa (S. Messa festiva, funerali e altro) sono accessibili solo a chi ha la possibilità di salire a piedi, lo stesso discorso vale anche per gli incontri formativi e le varie riunioni.
Il paese si sviluppa in due aree. La prima con insediamenti abitativi degli anni ’70 a ridosso del borgo fino a scendere nella parte bassa, il secondo si dipana in 6 nuclei di condomini posti nella parte opposta della collina al di là della strada principale del paese.

Una piccola chiesetta è posta appena sotto il borgo antico, dedicata a SANT’AZIO al quale la Parrocchia da tempi immemori fa riferimento come Patrono. La sua facile accessibilità favorisce la possibilità della Celebrazione feriale, di qualche funerale e di incontri di preghiera infrasettimanali. Questa chiesetta a seguito delle scosse del terremoto del 2016 attualmente è in attesa di ristrutturazione, il progetto cofinanziato dalla CEI, prevede una ricostruzione ex novo della chiesa, ricollocandola nel suo perimetro storico, quindi ampliandola di un po’ rispetto all’attuale.

BORGARIA. Fino agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso era Parrocchia autonoma, poi unita a Taizzano. Attualmente dentro le mura abitano circa 40 persone. A questa chiesa dovrebbero far riferimento anche quanti abitano nelle colline a sudest della Parrocchia che confina con le Parrocchie di Vigne e di Testaccio, con quest’ultima si condivide anche il cimitero. Attualmente la S. Messa festiva viene celebrata per un gruppo di 5-10 persone al sabato pomeriggio. A detta di alcuni di loro, preferiscono partecipare alla Messa al Santuario di Narni scalo piuttosto che a Taizzano. Facile pensare che per molti, si tratti, in realtà si tratta di una scusa.

VISCIANO. A queste due borgate si aggiunge quella di Visciano e la collina dove si trova la storica e bella chiesetta di S. Pudenziana (di proprietà comunale) dell’anno 1000. Di tale chiesa il parroco ha la responsabilità delle celebrazioni (matrimoni, festa della patrona, anniversari, ritiri, incontri biblici, artistici, culturali e musicali). Quanti vivono sulla collina di Visciano non partecipano normalmente alla vita della Parrocchia, ma a loro dire, frequentano quelle vicine, il santuario della Madonna del Ponte o altre chiese. Solo due famiglie hanno i bambini in età scolare, solo i figli di una famiglia frequentano la Parrocchia, mentre l’altra famiglia ha scelto per loro, la non frequenza. Su questa collina sono molteplici i casali abitati saltuariamente o in modo fisso, da persone provenienti da fuori (da Roma in particolare). Alcune di queste persone partecipano ad iniziative e celebrazioni comunitarie in Paese e in Comunità.

TREIE. Altra borgata è quella che gravita attorno a Treie, nella zona ovest della Parrocchia al confine con quella di Montoro e della zona industriale (Alcantara, etc.). Di quest’ultima zona, pur rientrando negli antichi confini della Parrocchia, da decenni si prende cura pastorale il parroco di Nera Montoro. Treie ha una chiesetta di facile accesso dalla piazzetta della borgata, garantendo a tutti la possibilità di partecipare alle celebrazioni. La chiesetta è ancora di proprietà privata di una famiglia di Treie che ha chiesto al parroco di attivare le pratiche burocratiche per cederne la titolarità alla Parrocchia stessa. Da secoli la Parrocchia ha sempre utilizzato questa chiesetta per le celebrazioni e gli incontri di preghiera. A Treie attualmente si celebra una S. Messa domenicale, a volte (periodo estivo) più partecipata di quella parrocchiale di Taizzano, vi si svolgono inoltre alcune Messe feriali. Qui si celebrano quasi tutti i funerali.

Un “corpo a sé”: SANT’ANGELO IN MASSA
Dentro i confini della Parrocchia esiste anche una Comunità “extraterritoriale” che vive nell’antico sito dell’abbazia di Sant’Angelo in Massa, per alterne vicende diventata proprietà privata. La Comunità è denominata “Famiglia Padre Pio”, dal nome si evince il tipo di spiritualità che lega i membri che ivi abitano e quanti, da varie parti giungono per i loro momenti formativi o celebrativi. Con loro vive un sacerdote responsabile della Comunità, d. Roberto Adami. Il rapporto tra loro e la Parrocchia è paragonabile a quello del ricco epulone con il povero Lazzaro, dopo la loro morte. Alla Parrocchia si rivolgono quando devono registrare un Battesimo celebrato nella loro chiesa. Non si conoscono le motivazioni di tale privilegio. Su questo, San Pio da Pietrelcina, batte Santa Pudenziana, uno a zero!

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Un intervento di miglioria strutturale, che garantirebbe grande sollievo e aiuto, senza impattare l’armonia artistica della chiesa di Taizzano, potrebbe essere quello di costruire una passerella che dalla piazzetta, posta ai piedi del borgo antico, sale accostando l’alto muro di sostegno della chiesa parrocchiale, fino a raggiungere il piazzale antistante la chiesa stessa. La pendenza sarebbe contenuta e questo eviterebbe di utilizzare l’attuale percorso fatto di gradoni, faciliterebbe anche l’accompagno dei feretri per i funerali e si potrebbe così tornare a celebrare le esequie nella chiesa parrocchiale. Tale passerella semplificherebbe la mobilità di persone anziane, disabili, famiglie con passeggini, … Strutturalmente può risultare fattibile e anche il costo dell’intervento dovrebbe essere contenuto, rispetto ad altre soluzioni.

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Non sono in possesso di un’anagrafica, non credo rientri nei compiti di un pastore d’anime. Risalire al numero esatto degli abitanti lo si potrebbe fare chiedendo i dati all’ufficio anagrafe del Comune, ma sappiamo bene essere riservati e garantiti dalla privacy. Dai vari giri di benedizioni delle famiglie di questi ultimi anni, dalle famiglie trovate a casa e incontrate, si può indicare che siano circa 1000 le persone che abitano nel territorio, forse 1100 tenendo conto dei tanti casali di collina acquistati da persone provenienti da fuori zona.

Non è mai stata una preoccupazione pastorale l’analizzare analiticamente le varie tipologie di persone in base al loro credo di appartenenza e/o di frequentazione. Questo lo lasciamo fare agli istituti preposti (Istat, sociologi, osservatori specifici, in primis).

Gli abitanti della Parrocchia sono forzatamente gran fruitori delle auto. In paese non c’è nessun servizio. Per le provvigioni alimentari, per i bisogni primari, per i servizi pubblici (tutti), scolastici e soprattutto per il lavoro, ci si deve spostare. La potremmo definire una Comunità residenziale che durante il giorno si spopola. Centro di tutto è Narni.

Il paese non ha una piazza e tantomeno la chiesa non è centrale, anzi, decentrata e collocata in posizione che presenta notevoli difficoltà di accesso.

Unico bar del paese è il Circolo del Centro Civico, gestito da un’associazione locale che vive in grande sintonia collaborativa con la Parrocchia. Ci sono due ristoranti e alcune strutture ricettive, anche di notevole pregio, in campagna.

Esiste ed è attiva una Scuola Materna comunale. Con le attuali insegnanti c’è un sincero diaologo e una collaborazione.

Mi piace pensare alla suddivisione della vita della Parrocchia e dei battezzati che vi abitano o la frequentano, in 5 grandi aree.

  1. FEDELI.
    È quella fetta di persone che hanno fatto una scelta di vita specifica, che vivono la Parrocchia come una Comunità di credenti, frequentando e servendo. Quelli che la amano e la vivono con spirito di servizio come ambito privilegiato per crescere nella fede, nella carità e nella speranza. Tra questi vanno annoverati quanti in ogni borgata e chiesa, si adoperano per la gestione, manutenzione e animazioni delle chiese stesse. Il gruppetto delle Catechiste e il gruppo del “coretto” parrocchiale, che ben anima le celebrazioni. Tra questi c’è chi da anni ha sollevato il parroco da ogni incombenza di gestione amministrativa, dedicandovisi con puntuale, serio e competente servizio di carità.
  2. STAGIONALI.
    Sono quelli che partecipano da ottobre a maggio con i figli, escluso Natale, Pasqua e Feste comandate, perché tanto non c’è il Catechismo. Questa la dice lunga!
  3. SALTUARI e SACRAMENTALINI.
    Sono quelli che ogni tanto si fanno vivi. Partecipano per qualche settimana o per qualche iniziativa (celebrazione di qualche sacramento) e poi rientrano nel nascondimento del loro mondo.
  4. NATALINI, PASQUALINI E FUNERALINI.
    Sono quelli depositari di una fede dell’obbligo che li porta in chiesa solo nelle occasioni “comandate dalla Dottrina” o da eventi luttuosi familiari. Sempre meglio che niente!
  5. INVISIBILI.
    Il grande popolo dei battezzati che nel territorio hanno casa, affetti, lavoro, ma che “non mettono MAI piede in chiesa”, come si suol dire. Questa è la stragrande maggioranza. Con loro gli incontri si fanno “in strada”, fuori dal tempio, ma non ci si spinge al di là della cordialità!

Una tale suddivisione solleva tanti interrogativi. È difficile capire dove dovrebbero essere maggiormente concentrate le energie pastorali. Quale categoria privilegiare?

I bambini con i genitori? La stragrande maggioranza di loro (salvo sparuti casi) illudono catechiste e parroco manifestando apparente interesse al percorso di fede, in realtà la preoccupazione principale è la celebrazione dei Sacramenti, vissuti più come un fatto sociale che di fede. Sono preoccupati di poter chiudere quanto prima, un impegno che risulta essere loro di intralcio, noioso, pesante e tantomeno incisivo per rispondere alle loro esigenze e scelte di vita che normalmente sono ben altro rispetto a quella di fede. Questa è realtà. Questo demotiva anche i pochi che partecipano con un’adesione convinta.

Privilegiare la categoria degli invisibili? La sola presenza di un parroco dovrebbe inserirsi nelle loro vite, passare ore e giorni a casa loro, dialogare, confrontarsi e piano piano magari riuscire ad affascinarli alla proposta cristiana. Fattibile? In questo momento, decisamente no.

Molto difficoltoso è il riuscire ad incontrare gli adulti in genere e tra questi vanno considerati anche i genitori. Risulta irrispettoso e controproducente obbligare i genitori ad uscire di casa la sera per un incontro in vista dei sacramenti dei loro figli. Per molti di loro è di difficile attuazione e con lo stile di vita a cui sono sottoposti, diventa più un problema che un beneficio. Abbiamo individuato in via sperimentale, come modalità di incontro, l’utilizzo di un artigianale network con interventi del parroco e discussioni aperte nei gruppi social. L’incontro reale si effettua la domenica mattina mentre i loro figli partecipano all’incontro animato dalle catechiste.

Ciò non esclude che comunque continueremo a proporre incontri di formazione biblica, liturgica, catechetica ed ecclesiale, anche di sera. A questi normalmente partecipano le persone più attive in Parrocchia o appartenenti a gruppi ecclesiali.

L’annuncio ai lontani è un’urgenza forte, qui come altrove. L’operato del parroco è quello di favorire ed essere presente nei momenti aggregativi “non canonici”, nella speranza di riuscire ad innescare un canale comunicativo che aiuti a porsi domande e interrogativi, e, a Dio piacendo, auspicare un loro riavvicinamento.

Resta forte l’impegno a rendere la Celebrazione Eucaristica festiva attraente, gioiosa, attrattiva e profonda allo stesso tempo. Le Celebrazioni sono ben animata nei canti, nei gesti (rispettosissimi delle “rubriche”), per favorire un clima di partecipazione attiva e familiare. Va detto che la Celebrazione festiva è accattivante, lo testimoniano anche le varie presenze di persone che vi partecipano pur non essendo taizzanesi. La Celebrazione coinvolgente e partecipata, è già uno strumento di annuncio per chi si affaccia saltuariamente e fa parte delle sopracitate categorie 2,3 e 4, sempre nella speranza che possa incidere e segnare il corso della loro storia e vita.

Ancora non si è fatto nulla rispetto ai ministeri laicali, anche se il tema è affrontato da un bel po’ di tempo. Quando saranno maturi i tempi, si potrà anche concretizzare qualcosa.

La Parrocchia è stata servita con carità, simpatia dedizione e semplicità, da un diacono permanente FRANCO COPPO, tornato a casa in Cielo, tre anni fa. Se ne sente molto la mancanza!

Non ci sono persone consacrate presenti in parrocchia.

Il Consiglio Pastorale non è composto da persone elette, ma da responsabili di vari ambiti di servizio e comunque le decisioni e l’argomentare della vita parrocchiale, viene normalmente fatto in Assemblea parrocchiale, che si riunisce dopo convocazione ufficiale o al termine della Messa quando ci sono argomenti urgenti da trattare.

Esiste invece un Consiglio per gli affari economici, nominato dal Parroco che lo assiste in tutte le pratiche burocratiche, amministrative, gestione di manutenzioni etc. Un plauso va fatto ai coniugi Santini che da anni gestiscono in sintonia con il parroco l’amministrazione e la gestione archivistica.

Esistono due Confraternite: la confraternita del S. Rosario (femminile) e del SS. Sacramento (maschile). La prima è piuttosto attiva, mentre la seconda si sta ristrutturando per ripartire anche con incontri di formazione oltre che di servizio. Sono le Consorelle che garantiscono spesso, momenti di preghiera e riflessione, aperti a tutta la Comunità. Anche se datate, Dio ce le conservi!

Non esistono aggregazioni laicali, ma è attiva un’Associazione parrocchiale denominata “Il Giglio” nata per l’organizzazione della festa patronale, ma disponibile per qualsiasi proposta aggregativa e formativa anche durante l’anno. Risulta essere un po’ lo “zoccolo duro” di quelle persone che partecipano alla vita e gestione della Parrocchia, anche se non tutti si lasciano coinvolgere in modo profondo dal Cammino formativo Ecclesiale. Ahimè, non si può avere tutto!

La vera forza della Parrocchia è data dal gruppo delle Catechiste che si fondono anche nell’animazione liturgica in particolare con il canto e i segni attraverso i quali coinvolgere bambini, genitori e fedeli in genere. Questo gruppo di persone, che poi sono sempre le stesse, fanno anche parte del Consiglio pastorale/Assemblea parrocchiale, sono anche il tramite di coinvolgimento delle famiglie. Deo Gratias!

Nel corso degli anni sono stati molteplici i tentativi di dare vita ad una vera e propria attività formativa per i giovani. Purtroppo dopo gli iniziali entusiasmi, tutto è scemato con il passare del tempo. La caparbietà e il credere in questo, ci porta ogni anno a tentare qualche proposta e qualche percorso, che poi si scontra con altre sollecitazioni, di cui sono investiti i ragazzi, che ne prendono il sopravvento.
Importante anche per questo coinvolgimento giovanile è l’Associazione Il Giglio, che essendo formata da famiglie intere, offre la possibilità di raggiungere e coinvolgere un bel gruppo di giovani. Purtroppo però non si spingono oltre il servizio. Almeno però sono collegati alla loro Comunità. Poi il resto lo lasciamo fare all’opera del “Giardiniere Santo”.

Anche se potrà sembrare strano, non esistono situazioni di povertà familiari gravi da giustificare interventi di sostegno. Le problematicità rientrano in una media, che non abbisogna di interventi particolari. Quando in Parrocchia si fanno raccolte di cibo e vestiario, si porta tutto alla Caritas di Narni.

La comunicazione è oggi, sicuramente un ambito pastorale di fondamentale ed essenziale importanza.
Gesù anche in questo è un grande Maestro, inventando modalità comunicative incisive. Oggi, più di ieri, sollecitati dall’ineluttabile influenza quotidiana dei social, risulta inevitabile e urgente conoscerne i dinamismi e imparare a starci dentro. Questi diventano sempre più un linguaggio fondamentale per raggiungere non solo ragazzi e giovani ma anche adulti e ormai anche i nuovi anziani. Per questo se ne discute e soprattutto si vivono i social come Comunità. Abbiamo creato e viviamo varie social-community, sia per l’invio di comunicazioni che per l’interazione relazionale su varie tematiche. L’impegno concreto è di animare le community virtuali per creare occasioni reali di essere Comunità. Dalle Community alla Comunità!
Sono diversi i gruppi whatsapp attivi per varie categorie di persone, esiste una mailing list di persone che desiderano ricevere comunicazioni, è attivo sia un sito web della Parrocchia, che pagine sui social più diffusi (Facebook e Instagram).
Resta comunque la difficoltà a non disperdere energie, ma a finalizzare, con l’ausilio dei mezzi a disposizione, la possibilità di approfondimenti tematici per la formazione cristiana di varie categorie di battezzati. Con i genitori, ad esempio, interagiamo anche attraverso video creati ad hoc per aiutarli nella conoscenza delle tematiche che i ragazzi affrontano nel tempo della Catechesi.

La grande difficoltà, forse la più grande, è tentare di abbattere plurisecolari abitudini che ben poco hanno incisività di un’adesione ad un progetto di vita cristiano fondato sulla relazione.
Fortissimo ancora è l’attaccamento alla “religione” di stampo dottrinale cattolico, ancora lontana dall’orizzonte è la freschezza di un’adesione libera, consapevole e creativa alla vita di “fede”!
Il grande assente dall’impianto cristiano di molti è lo Spirito Santo. Essendo incorporeo e irriproducibile figurativamente, resta adombrato nel silenzio dei dimenticatoi della mente degli uomini, che comunque nulla può inficiare alla sua azione vivificante.

In prospettiva penso si dovrà ripensare con coraggio all’impianto formativo. Rinunciando magari a qualche energia finora indirizzata alla formazione dei piccoli, per incanalarla agli adulti. Urgente è oggi la formazione di educatori cristiani adulti. Per ora la vedo dura. Ma credendoci, so che lo Spirito farà nascere queste nuove figure essenziali al futuro dell’esperienza di fede a cui è chiamata anche la nostra Comunità.

La difficoltà ad aprirsi ad un’idea di Chiesa che abbatte i confini geografici e che per alimentarsi avrà sempre più bisogno di entrare in collaborazione con i cristiani delle altre Comunità, sarà la sfida (già iniziata) che accompagnerà, nell’immediato futuro, ogni scelta e ogni proposta. Questo passo deve essere fatto prima di tutto da noi preti. Urge un interscambio comunicativo delle proposte in atto, per una maggiore economizzazione delle energie e per un più fruttuoso esito dei percorsi formativi proposti nella prospettiva della Comunione.

Da noi si fa ancora molta fatica a sentire come propria, la Chiesa del territorio. Più difficile ancora è superare l’idea di una Chiesa “parroco centrica” piuttosto che una Chiesa esperienza sinodale di incontro con al centro Gesù. Il già averne coscienza (condivisa) è un buon punto di partenza.

In prospettiva, credo, si dovrebbe accettare che il Signore parla anche in modi diversi e in situazioni diversificate rispetto ad un tempo. Ciò che per 500 anni è andato bene, non è escluso che abbia bisogno di essere rivisto e ripensato. Temo fortemente che l’impalcatura di strutture e sovrastrutture gestionali di una Parrocchia e/o di una Diocesi, alla fine rischia di imprigionarla.

So che avrei dovuto scrivere ancora molto, ma per ora vi basti. Il resto è tutto nel cuore di Dio, del resto anche questa bella Comunità di Taizzano è sua… “mi, el paroco veneto, fora me ciamo!” (per la traduzione rivolgersi al parroco o a un buon veneto).

E che Dio ci aiuti!

d. Fabrizio Bagnara
    parroco p.t.

Taizzano, Solennità di Tutti i Santi, 1 novembre 2019