Uffa! Ma poi ci va.

Due figli. Due anime. Due stili. Due modi di porsi.
Ci appartengono.
Di più: siamo noi. Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, in un alternarsi che spinge ad una continua conversione che alla fine libera e ti fa stare bene.

Una parabola che è foto della vita di ciascuno. Di chi frequenta la scuola del perbenismo ipocrita, fatto d’immagine di facciata alla caccia di gradimenti e di chi impara anche dalle prostitute e dai peccatori a non aver paura di cambiare. Di chi si fa umile. Di chi diventa un grande perché nel rivedere idee e posizioni dimostra maturità.

Felice quel Padre che trova un figlio che disobbedisce nella forma, ma che diventa fedele partecipe con lui nell’operare il bene. Quel figlio che anche se sbotta solennemente il suo “uffa”, poi

La testimonianza di don Lorenzo Milani

comprende che è buona cosa prendersi dura delle cose di tutti per il bene di tutti. “I care” diceva don Lorenzo Milani.

Il messaggio è per me. Nel campo d’azione di Dio, ci vado per impegnarmi. Ci vado perché ho capito e sono felice di dover rivedere le mie posizioni. Ho capito da che parte sta il buono e il bello.

E’ Vangelo. E’ buona novella. La pista vincente per la felicità. Lo commenta bene don Luigi :

E’ un “vangelo” che riempie lo stomaco della fame di essere dalla parte del bene. Un celebrare la vita come sanno fare i cristiani e noi nel nostro piccolo oggi l’abbiamo celebrata così. Una vita che è storia di incontro, di lode e di invocazione:

… e questo è l’estratto dell’omelia:

Matteo 21:28-32 Parabola dei due figli

28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. 29 Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. 30 Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. 31 Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L’ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32 E’ venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.

IMPEGNO

«Non ne ho voglia» è una frase che pensiamo o diciamo spesso. In realtà ci stiamo chiedendo: «Perché dovrei fare questa cosa? Ne vale la pena?». In settimana, quando ci capita di non aver voglia, riflettiamo sui motivi che ci spingono ad impegnarci e lasciamoci guidare da loro. I grandi risultati arrivano spesso da una grande forza di volontà, educata nel tempo.

PREGHIERA

Sono lontano o vicino
al tuo regno, o Dio?
Mi dici di guardare
i miei comportamenti
più delle mie parole.
Mi dici di scrutare
il mio cuore
più dei miei pensieri.
Mi dici di curare
i miei atteggiamenti
più delle mie preghiere.
Mi dici di valutare
i gesti verso il prossimo
più della riverenza che ho per te.
Mi dici di amplificare
l’umiltà e la misericordia
più che la presunzione
di essere già al tuo fianco.

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