Amati per amare … per “vivere” la tenda

Domenica 5 gennaio 2020

Cosa resta del Natale, da poco vissuto?

Il Verbo si è fatto carne … Dio ha generato e continua a generare vita in noi e attraverso di noi. La certezza che siamo Unici, Voluti e Amati!

Ha posto la sua tenda in mezzo a noi … per ricordarci che siamo transeunte. Non ci fa mancare il calore di essere e vivere la casa, ma nella provvisorietà di una tenda che se non è bene ancorata porta via tutto con se. Ancorarsi all’origine e fonte del nostro essere creature: il suo amore che genera e rigenera!

Chi vede me vede il Padre … chi vede noi, vede Gesù? Chiamati a rispondere all’amore, diventando amore. Questo è ciò che ci viene chiesto.

Questa l’omelia uscita alla Messa a Taizzano:

… e questa l’omelia uscita nella prima celebrazione:

Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 1-18)
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli rende testimonianza e grida: “Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

Dal libro del Siracide ( 24, 1-4. 8-12 )
La sapienza loda se stessa, si esalta in mezzo al suo popolo. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
si glorifica davanti alla sua potenza: “Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e ho ricoperto come nube la terra.
Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.
Il creatore dell’universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece piantare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l’eternità non verrò meno.
Ho officiato nella tenda santa davanti a lui, e così mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare;
in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità”.

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