Dritto o rovescio. Esaltato o Umiliato?

Sono tre i protagonisti della storia, meglio, della parabola usata da Gesù. Un fariseo, un pubblicano e … Dio! E la storia parla di noi, dei nostri dritti e rovesci. Siamo tutti un pò così. Ci piace giudicare per pentirci poi d’averlo fatto.

Il primo è il fariseo, persona rispettabilissima, osservante della Legge, fin oltre il richiesto dovuto. Nella forma prega Dio. In realtà loda sé stesso. Di più. Si confronta con gli altri e, soprattutto con il pubblicano, riconoscendosi lui, migliore di tutti.

Il pubblicano ha talmente alta consapevolezza delle sue miserie che teme anche di alzare lo sguardo. Ha il cuore dilaniato (come è stato pregato nel Salmo). A Dio chiede solo una cosa, di avere pietà di lui. Riconosce in Dio la sorgente di vitalità nuova. La sua preghiera “sfonda le nubi” e lascia aperto il misero cuore perché Dio lo riempia del Suo. Il segreto del suo fare breccia nel cuore di Dio, è l’umiltà. Il sentire che senza Dio, tutto è perduto.

Dio, ricco di un “cuore che ama” (misericordia) trova casa in chi si approccia a lui con umiltà. Nessuno si senta migliore degli altri. Nessuno si senta bastante a sè stesso. Solo Dio sostiene nella battaglia, anche quando gli amici ti lasciano solo (S. Paolo a Timoteo) e ti salva dalle fauci del leone agguerrito. Dio ti salva. Non permette che niente e nessuno ti faccia del male.

Chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta, resterà schiacciato dalla vita stessa.

Questa l’omelia della Messa a Treie:

Mentre questa è quella uscita alla Messa con i ragazzi a Taizzano:

Il Vangelo di oggi animato

Dal libro del Siràcide ( 35,15-17.20-22 )
Il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Non è parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dell’oppresso.
Non trascura la supplica dell’orfano,
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre è accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
La preghiera del povero attraversa le nubi
né si quieta finché non sia arrivata;
non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità.

Dal salmo 33
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo. ( 2 Tm 4,6-8.16-18 )
Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Dal Vangelo secondo Luca (18, 9-14 )
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

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