Tù si que vales. Sei humus

Senza pensarci o volutamente, corriamo il rischio di voler apparire perché ci sta a cuore il giudizio e l’approvazione degli altri. Così va il mondo. Sei qualcuno se appari. Se pubblichi. Se hai followers o like.
Rischi di cadere in una trappola mortale solo per non aver la pazienza del recupero di ciò che realmente sei, pensi e fai.
Gesù, primatista dell’anticorrente, sembra dirci: Se vuoi essere il primo, non cercare i primi posti o le lodi degli altri. Sii umile. Sii “humus” nella terra. Pensa ad essere fecondo e a fecondarla. Ciò che conta è essere primo agli occhi di Dio. Tu vali per ciò che sei e se il posto che occupi non rende felice qualcuno, non vali nulla.
Non serve ostentare ricchezza e ciò che hai. Ciò che conta è se della tua vita fai un’investimento con Dio perché saprai far sedere alla mensa della tua storia, chi cammina un passo indietro o è messo in disparte.
Chi vuole essere il primo fra tutti, sia l’ultimo!

Ecco l’omelia di questa XXII domenica dell’anno, GIORNATA DI PREGHIERA E SENSIBILIZZAZIONE SUL CREATO:

Dal Vangelo secondo Luca (14, 1. 7-14)
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Dal libro del Siracide (3,19-21.30-31)
Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

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