Un passaggio di Vita!

I fiori, da noi in montagna, nel giorno del Corpus Domini erano sbocciati da poco. Era comunque festa grande che iniziava giorni prima. Le donne erano intente nel ritrovare i pezzi migliori di quella dote fatta di lenzuola a merletti o tovaglie ricamate a mano, frutto di antiche doti passata di mano in mano da generazioni. Noi bambini, complici le suore del paese, giravamo di giardino in giardino, in cerca di petali di fiori. Come sempre non bastavano e allora … via a lunghe ossigenanti passeggiate nei prati e nel limite dei boschi, per recuperare i ciondoli gialli con i quali ci divertivamo a farci anche gli orecchini lasciandoci andare a ingenue e caste risate. Gli uomini pulivano le strade e la piazza.
Tutto questo perché sarebbe dovuto passare Gesù e bisognava far festa anche nei segni.
Al mattino presto della festa dai balconi delle case apparivano le più belle coperte di casa, come solenni drappi dorati degni delle grandi basiliche romane, le enormi tovaglie e lenzuola, mai usate perché troppo preziose, ma che almeno un giorno all’anno uscivano dai bauli per fare un’ossigenante bella mostra di sé. Che bel vedere!
Noi bambini avvolti dalle nostre tuniche bianche o dagli abitini della festa, con i nostri cesti di vimini carichi dei bottini floreali del giorno prima, eravamo pronti con abbondante anticipo a quella che sarebbe stata la processione più solenne dell’anno. Passava Gesù e bisognava far festa!
E, finalmente, al termine della Messa, sotto il grande baldacchino, usciva solenne il parroco con l’ostensorio e l’ostia consacrata. Era Gesù! Passava e bisognava far festa!
In una splendida cornice, delle case rivestite a festa, calpestando i petali lanciati con orgoglio da noi bambini, avvolto dall’antico inno che solennemente saliva al cielo “Inni e canti sciogliamo fedeli…” cantato con passione da tutti, in un paese dove il cantare è sempre stata una gioiosa passione, … passava Gesù e bisognava far festa!
Ricordi passati. Vivi nella memoria oggi – ahimè – oblubinata da ben altro. Peccato. forse è passato il vestito della festa, la devozione, il senso di adesione, di certo è che … Gesù passa ancora e … possiamo fare festa!
Non perdiamoci l’occasione di dire anche oggi, che noi siamo frutto di una storia che nessuno ci può rubare. Che la nostra storia è abitata da chi ha scelto di non lasciarci soli. Ancora passa! Aprirgli le porte segrete del cuore è un investimento sicuro contro i mali del vivere.

d. Fabrizio Bagnara, parroco

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